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22
apr

Su un caso di Acne Cistica

Articolo della dott.ssa Anna Tucci Fenga, pubblicato sul sito NIM

L’acne cistica è una delle forme più gravi,di acne poiché se non trattata tempestivamente può dar luogo a cicatrici particolarmente inestetiche.Colpisce quasi esclusivamente i soggetti di sesso maschile,e può presentarsi o in epoca puberale o più tardivamente intorno ai 18 -20 anni di età .La patogenesi dell’acne è molto complessa ,rimaneggiamenti ormonali,seborrea,sovrapposizione batterica influenzano il decorso e la gravità delle diverse forme cliniche. La malattia è infatti frequente proprio in età puberale ,quando un aumento degli ormoni androgeni,causa un ipertrofia funzionale dell’apparato pilo sebaceo.

All’inizio,l’iperheratosi intrafollicolare determina l’ostruzione del follicolo pilo sebaceo; successivamente,si formano i comedoni composti da sebo ,cheratina e microorganismi,particolarmente il Proprionibacterium acnes,e lo staphilococcus epidermidis .Le lipasi del P. acnes scindono i trigliceridi del sebo in acidi grassi liberi che sono molto irritanti per le pareti del follicolo pilifero. La ritenzione di sebo e la dilatazione del follicolo possono portare alla formazione di cisti. La rottura del follicolo,con la liberazione nei tessuti di acidi grassi liberi,prodotti batterici e cheratina,induce una reazione infiammatoria che solitamente sfocia nella formazione di un ascesso.

Nei casi più severi le lesioni infiammatorie possono evolvere in elementi nodulari di colorito rosso vivo,di dimensioni fino a 1,5 cm di diametro che caratterizzano l’acne nodulare. Le lesioni nodulari possono evolvere in grosse formazioni cistiche dolenti di dimensioni fino ad 1,5 cm di diametro, che possono essere uni o multiloculari con focolai suppurativi ed ascessuali che esitano in cicatrici profonde. Come nel caso del paziente in questione che giunge alla mia osservazione con un quadro d’acne cistica grave. Il paziente alla prima visita viene sottoposto ad incisione e drenaggio chirurgico delle lesioni infette e delle raccolte ascessuali ed ad una prescrizione domiciliare con amoxicillina ed acido clavulanico per via orale per una settimana. Successivamente al primo controllo constatato un miglioramento della sue condizioni, decido di intraprendere una terapia con l’obiettivo di normalizzare la seborrea,ridurre la cheratinizzazione infundibolare,e controllare l’infezione.

A tale scopo prescrivo una preparazione galenica con Dalacin –c antibiotico da applicare localmente sul viso mattino e sera, e Mask gel Krymi,a base di tretinoina 0,02%, acido glicolico allo 0,04% e Polyvinyl A da iniziare gradatamente ;la prima settimana a sere alterne ,la seconda settimana ogni sera dalla terza settimana in poi la mattina, solo sulle lesioni acneiche e la sera su tutto il viso, come le settimane precedenti. Evitando accuratamente l’applicazione sul contorno occhi,solchi naso- genieni,e riducendo al minimo l’applicazione sul mento.(la tretionina contenuta nel mask gel,stimola l’attività mitotica epidermica inibendo la produzione di cheratina.Provoca il distaccamento del “tappo” cheratinico che occlude il follicolo pilo sebaceo,favorendo lo svuotamento del follicolo stesso,e riducendo la seborrea) .Per tamponare gli effetti irritanti e foto sensibilizzanti tipici della molecola in questione consiglio al paziente di applicare una crema idratante due volte al dì, ed una protezione solare .

Un netto miglioramento delle condizioni locali del viso del paziente è stato osservato dopo soli 15 giorni di terapia,con remissione completa dopo due mesi e mezzo .La sospensione della tretinoina è stata eseguita gradatamente così come è iniziata. Tale protocollo tutto basato su terapia locale ad eccezion fatta solo per la prima settimana quando è stato necessario il drenaggio delle raccolte infette,e la successiva terapia antibiotica per via sistemica ,ha permesso di evitare la somministrazione di Roaccutan ,(opzione che stavo valutando in un primo momento);farmaco di scelta per queste forme d’acne, ma data la giovane età del paziente gli ha evitato gli effetti collaterali conseguenti a questo tipo di terapia.